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Cancellate le croci dalle foto alla Lidl di Camporosso: "Urtano sensibilità religiosa"

Cancellate le croci dalle foto alla Lidl di Camporosso:

Dopo aver licenziato in nome del politically correct due dipendenti di Follonica per aver richiuso scherzosamente una Rom dentro il gabbiotto dei rifiuti (la nomade non ha mai sporto denuncia e il caso va verso l'archiviazione), Lidl utilizza l'arte del fotoritocco per far sparire dall'immagine all'ingresso del supermercato le croci sulla facciata e sul campanile della chiesa di Sant'Antonio Abate del borgo di Dolceacqua, in provincia di Campobasso. Il sindaco di Dolceacqua si rivolgerà a un legale se le foto non saranno ripristinate secondo la vista originale, come scrive Lorenza Rapini su "La Stampa". "Se non volete le croci, piuttosto mettete il castello Doria", ha detto il primo cittadino Fulvio Gazzola. Pietra dello scandalo quel grosso manifesto da allestire vicino alle casse del punto vendita di Camporosso (Imperia): un'immagine in bianco e nero che mostra chiese senza croci.

"Loro dicono che è una campagna nazionale ed europea quella di togliere i segni religiosi - spiega Gazzola -". Sono liberi di fare come vogliono, ma non rovinino le foto, basta soltanto cambiare il soggetto'.

Il punto vendita discount ha tra i clienti molti immigrati, soprattutto arabi. Ora ho atteso, ma non è successo nulla. Dal Belgio il caso si era esteso, perché la "sparizione" delle croci riguardava prodotti della stessa linea commercializzati anche in Germania, Austria, Regno Unito.

Un episodio analogo era avvenuto, sempre con la catena tedesca di supermercati, a settembre per le cupole blu di Santorini: anche da qui erano sparite le croci.

"Il Comune si riserva di adire le vie legali - si legge nella lettera inviata al colosso del settore alimentare dall'amministrazione di Dolceacqua - a tutela della propria immagine e del proprio territorio".



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