Salute

Cassazione conferma le condanne per i vertici di Green Hill

Cassazione conferma le condanne per i vertici di Green Hill”

Confermate dalla Cassazione le condanne per i vertici dell'allevamento di cani beagle di Montichiari Green Hill, chiuso nel 2012. Ora i giudici hanno confermato le condanne a un anno e sei mesi per Ghislane Rondot, il co-gestore dell'allevamento, a un anno e sei mesi per il veterinario Renzo Graziosi, e a un anno per il direttore Roberto Bravi.

Secondo l'accusa la politica aziendale era contraria "alle norme comunitarie e nazionali": i cuccioli di beagle venivano soppressi invece che curati. Anche in primo grado, nel processo celebrato davanti al tribunale di Brescia, i tre imputati vennero condannati. Tanto che alcuni animalisti avevano compiuto un blitz portando all'esterno i cani sopravvissuti e facendo chiudere per sempre la struttura. Da quella estate era poi partita una vera e propria gara di solidarietà ad adottare i beagle liberati, circa 2400 cani, molti cuccioli, liberati dall'allevamento "lager" e affidati a famiglie che hanno deciso di prendersene cura. "Un'interpretazione innovativa e lungimirante, che pone in nostro Paese in una posizione di assoluta avanguardia, orientandolo al rispetto delle esigenze etologiche anche in cani allevati e destinati ad uso sperimentale".

"In altri termini - prosegue l'associazione animalista - secondo tale importantissima pronuncia e secondo quanto stabilito dal Tribunale di Brescia nelle due precedenti sentenze, il maltrattamento non è giustificabile neppure in un contesto produttivo di potenziale elevata sofferenza come un allevamento di cani per la sperimentazione. Un orientamento in linea con l'accresciuta sensibilità collettiva verso gli animali e con il divieto di allevare cani a fini sperimentali e altre limitazioni, introdotto nel nostro Paese nel 2014 con il Decreto Legislativo n.26/2014 sulla sperimentazione animale: con questo Decreto e ora con questa sentenza di Cassazione l'Italia compie un vero salto in avanti nella tutela giuridica degli animali". È attesa infatti la sentenza nei confronti di due veterinari dell'Ats e tre ex dipendenti dell'allevamento, per i quali la richiesta di condanna è di due anni per i due medici, accusati a vario titolo di concorso in maltrattamento e uccisione di animali, falsa testimonianza, omessa denuncia e falso ideologico.



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