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Ergastolo per Osman Matammud, il torturatore dei profughi somali arrestato a Milano

Ergastolo per Osman Matammud, il torturatore dei profughi somali arrestato a Milano”

Osman Matammud, il 22enne somalo arrestato l'anno scorso a Milano e accusato di torture nel campo profughi in Libia, è stato condannato ieri dalla Corte d'Assise all'ergastolo con tre anni di isolamento diurno. Il pm lo aveva definito nella requisitoria "un sadico, uno che si diverte a torturare e a uccidere". "Non ho mai provato un orrore cosi' in 40 anni di carriera nel leggere delle testimonianze": cosi' aveva parlato il procuratore aggiunto di Milano Ilda Boccassini, di fronte alle deposizioni rese agli inquirenti dalle vittime di Osman Matammud. Matammud era stato fermato dalla Polizia Locale il 26 settembre 2016 dopo essere stato riconosciuto dalle sue presunte vittime, i profughi 'ospiti' della struttura di accoglienza in via Sammartini, vicino alla Stazione Centrale. Il 23enne è rimasto impassibile alla lettura della sentenza, mentre il suo avvocato, Gianni Carlo Rossi, ha annunciato il ricorso in appello, ribadendo che "è innocente". "Oltre a me nella stanza venivano portate altre persone che uscivano piene di terra e di polvere, sanguinanti e in lacrime".

"Sono stato picchiato cosi' forte che ho vomitato sangue".

La Corte d'Assise di Milano ha inoltre stabilito, nel caso l'uomo usufruisse di sconti di pena, che Osman Matammud venga espulso una volta espiata la condanna. Un'altra voce: "Volevano i soldi e per ottenerli in modo veloce ci facevano violenze per far pagare in fretta i nostri familiari".

"Speriamo di vivere qui in Italia per sempre". L'accusa di omicidio volontario è invece caduta, riassorbita in quella di sequestro aggravato dalla norte di alcune delle vittime. A raccontarle davanti alla Corte d'Appello di Milano sono stati diciassette ragazzi e ragazze: mostrando le cicatrici e i segni della violenza, hanno raccontato di quando il loro aguzzino gli scioglieva sacchetti di plastica sulla schiena, di quando usava le scariche elettriche, di quando gli legava i piedi con il fil di ferro e li teneva a testa in giù. A 8 di loro e' stato riconosciuto dai giudici un risarcimento provvisionale di 100mila euro, a un nono di 50mila euro e a un'associazione che si occupa di studi giuridici 10mila euro.



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