Finanza

Etruria, chiesti ai vertici 400 milioni di danni

Etruria, chiesti ai vertici 400 milioni di danni”

Gli ex consiglieri e sindaci di Banca Etruria sono stati citati davanti al tribunale civile di Roma per i danni causati dalla loro gestione: il risarcimento richiesto dal liquidatore, con il via libera di Bankitalia, supera i 400 milioni. E c'è anche Pierluigi Boschi, padre del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Maria Elena, consigliere di amministrazione. Ma anche i loro predecessori quando al vertice c'era Giuseppe Fornasari. Il Corriere riferisce che il liquidatore cerca di recuperare i soldi per risarcire gli obbligazionisti subordinati che hanno perso tutti i loro risparmi nel crac di Banca Etruria. Ai giudici spettera' pure il compito di valutare l'attivita' della societa' di revisione PriceWaterhouseCoopers. Era marzo 2016 quando Santoni inviò agli ex amministratori e sindaci una lettera di messa in mora nella quale veniva quantificato un danno decisamente più basso e pari a 300 milioni di euro, da pagare entro 30 giorni altrimenti avrebbe provveduto ad avviare azioni legali comprese revocatorie. Sembra evidente che un anno e mezzo e' trascorso invano e dunque si e' deciso di procedere con l'istanza depositata in tribunale.

Ubi Banca, infatti, lo scorso maggio con il contratto di acquisto della nuova Banca Etruria si era impegnata ad aderire alla causa civile firmando una clausola contrattuale che le imponeva di aderire all'eventuale giudizio. Secondo il liquidatore, a provocare il "buco" nei bilanci di Etruria sarebbero stati non solo comportamenti dolosi degli amministratori, ma anche colposi.

I tre motivi che Santoni indica nella citazione come la base dell'azione di responsabilità sono "l'erogazione e la successiva gestione di mutui e finanziamenti anche in conflitto di interessi; il depauperamento del patrimonio sociale mediante numerose altre iniziative contrarie alla prudente gestione (in via esemplificativa e non esaustiva: conferimento di incarichi consulenziali; rilevanti premi aziendali non dovuti ed ulteriori operazioni non trasparenti); le iniziative di indebito e illecito ostacolo alla vigilanza di Banca d'Italia".



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