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Gli Usa escono dall'Unesco, Trump: "E' anti israeliana"

Gli Usa escono dall'Unesco, Trump:

Il segretario di Stato Rex Tillerson ha deciso di fermare quello che è considerato solo uno spreco. Pur uscendo dall'Unesco, gli Stati Uniti intendono continuare a lavorare con l'agenzia in qualita' di "osservatore non membro", in modo da fornire "il punto di vista e l'esperienza americana". In verità già Obama negli anni precedenti aveva più volte criticato la politica filo-palestinese dell'Unesco giudicata da Israele "apertamente ostile" interrompendo i finanziamenti già nel 2011, ma continuando a mantenere un ufficio nel quartier generale dell'agenzia a Parigi, per cercare di continuare ad avere un peso politico sulle decisioni.Una posizione a metà, giudicata da Trump ambigua come le tante assunte da Obama drante gli anni della sua presidenza e che, a detta dell'attuale inquilino della Casa Bianca, avrebbero isolato l'America fino a fargli perdere il sostegno di partner strategici, Israele su tutti. Per l'organismo internazionale, il ritiro di Washington è stato un duro colpo finanziario, tanto che durante la gestione di Irina Bokova si è reso necessario un drastico taglio degli effettivi. Per ora sono rimasti in lizza due soli candidati che sono pari a livello di preferenze: l'ex ministro della cultura francese Audrey Azoulay e il suo omologo del Qatar Hamad Bin Abdulaziz Al-Kawari su cui Israele ha già espresso le proprie preoccupazioni.

Bokova ha aggiunto che la decisione Usa ha segnato una perdita per il multilateralismo e per la famiglia delle Nazioni Unite. Da soli gli Usa rappresentavano il 20% del bilancio dell'Unesco.

Non solo, gli Usa accusano l'Unesco di essere "anti Israele". Senza contare la ritorsione del Giappone, il secondo finanziatore più importante, che ha rifiutato di pagare la sua quota 2016 in seguito all'iscrizione, nel 2015, nel registro della memoria mondiale, del Massacro di Nankin, perpetrato dall'esercito imperiale giapponese nel 1937.



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