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Ilva, salta il tavolo al Mise. Governo chiede garanzie per i lavoratori

Ilva, salta il tavolo al Mise. Governo chiede garanzie per i lavoratori”

Il motivo per cui il tavolo di confronto è stato rimandato è invece relativo ai livelli salariali e agli scatti di anzianità applicati ai contratti dei dipendenti che resteranno a lavorare negli stabilimenti Ilva.

SINDACATI - I sindacati restano sul piede di guerra: "Per chi resta - hanno spiegato dalla Fiom di Genova all'AdnKronos - è previsto un taglio salariale del 20%, senza cioè le condizioni contrattuali attuali". A far saltare in piedi i sindacati non sono stati solo i numeri (al centro del confronto del tavolo al Mise), ma soprattutto le condizioni che dovranno essere accettate dai lavoratori che passeranno alle dipendenze di Am InvestCo, controllato dal gruppo Franco-Indiano ArcelorMittal.

"Giova ribadire che il termine di durata del programma dell'amministrazione straordinaria è vincolato all'attuazione del Piano, ovvero fino al 2023 - ha concluso la Bellanova - e che i Commissari straordinari sono autorizzati ad individuare e realizzare ulteriori interventi di decontaminazione e risanamento ambientale non previsti nell'ambito del Piano ma allo stesso strettamente connessi, anche mediante formazione e impiego del personale delle società in amministrazione straordinaria non altrimenti impegnato, allo scopo di favorire il reinserimento del personale stesso nell'ambito del ciclo produttivo". "Calenda scopre ora che il piano di AM-Investco è "irricevibile". Si conclude così il documento unitario del Consiglio di fabbrica dello stabilimento Ilva di Taranto, che si è riunito oggi aprendo l'incontro con un minuto di silenzio per ricordare le vittime sul lavoro.

L'Ilva, ha detto ancora Mittal, "ha sofferto moltissimo nel corso degli ultimi anni, si è visto soffrire i dipendenti per via delle incertezze del suo futuro, si è vista la sofferenza dell'operatività che non è migliorata, anzi c'è stato un declino della produzione su base annuale". "Il governo ha preso una posizione molto forte - ha affermato il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella - recependo la presa di posizione del sindacato, le sue critiche, le sue preoccupazioni e la lotta dei lavoratori". E che al punto in cui si è arrivati, senza Arcelor Mittal non resterebbe che la rinazionalizzazione dell'Ilva. Questo piano, per essere credibile, non deve prevedere più lavoratori di quelli che può realisticamente occupare, cosi come non dovrebbe prevedere l'obbligo per il nuovo imprenditore di farsi carico di accordi integrativi siglati in precedenza.

"Sono preoccupanti le notizie che mi giungono in merito al passaggio di proprietà di Ilva, faccio mie le ansie dei lavoratori e della città tutta" ha commentato l'arcivescovo di Taranto mons. Oggi ce lo ricorda il vento da Nord che li obbliga a restare in casa, a chiudere le finestre, ad aver paura di respirare. Lo riferisce una fonte vicina alla cordata Am InvestCo sottolineando che la decisione è stata "del tutto inattesa".



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