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La storia di Loris Bertocco, che ha deciso di morire in Svizzera

La storia di Loris Bertocco, che ha deciso di morire in Svizzera”

Un incidente stradale all'età di 19 anni lo aveva paralizzato.

Ha deciso di lasciarsi morire ieri, in una clinica specializzata a Zurigo, Loris Bertocco, 59 anni, paralizzato da quando ne aveva 19, residente Fiesso d'Artico (Padova). "Mi è difficile immaginare il resto della mia vita in modo minimamente soddisfacente, essendo la sofferenza fisica e il dolore diventati per me insostenibili e la non autosufficienza diventata per me insopportabile". Loris, che si è spento in una clinica di Zurigo l'11 ottobre, ha poi raccontato la sua storia, dall'incidente del 1977 che compromise la sua capacità di camminare, fino alla progressiva perdita di autosufficienza e soprattutto della vista. "Sono convinto che se avessi potuto usufruire di assistenza adeguata avrei vissuto meglio la mia vita, soprattutto questi ultimi anni, e forse avrei magari rinviato di un po' la scelta di mettere volontariamente fine alle mie sofferenze", ha scritto ancora Loris, "Ora è arrivato il momento". Nel 2011 la moglie decide la separazione. Ad annunciare la scelta di Loris Bertocco sono stati Luana Zanella e Gianfranco Bettin, esponenti dei Verdi. Lo faceva in termini ipotetici. Ma nel suo messaggio c'è spazio anche per raccontare il suo impegno come attivista nella richiesta di una legge per una fine dignitosa dell'esistenza: "Il mio impegno estremo, il mio appello, è adesso in favore di una legge sul 'testamento biologico' e sul 'fine vita'".

"Un uomo generoso e tenace, impegnato su molti fronti - ricorda Bettin - Animatore culturale fin da ragazzo, per decenni aveva condotto trasmissioni musicali e politico-culturali nelle radio libere venete". Ambientalista convinto, era stato tra i fondatori dei Verdi italiani e non aveva mai smesso di partecipare a lotte sia territoriali che di portata globale, contro il nucleare e i mutamenti climatici, per la riconversione ecologica, per la pace'.

Ringrazio tutti coloro che mi sono stati vicini e che proseguiranno la battaglia per il diritto ad una vita degna di essere vissuta e per un mondo più sano, pulito e giusto. Il 59enne aveva più volte esortato la Regione Veneto ad approvare una seria normativa sull'eutanasia ma nessuno gli aveva dato mai ascolto.



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