Finanza

Tari maggiorata per errore: i consumatori chiedono il rimborso

Tari maggiorata per errore: i consumatori chiedono il rimborso”

Per i comuni che hanno commesso l'errore, invece, la quota variabile è stata sommata tante volte quanto sono le pertinenze, provocando un inevitabile aumento della Tari che in alcuni casi è quasi raddoppiata facendo pagare più del dovuto.

L'importo della Tari deriva da due fattori: una quota fissa (che dipende dai metri quadri della casa) e una parte variabile (legata al numero degli abitanti della casa) moltiplicata per le pertinenze della casa. Adesso ci si mettono pure gli errori che, sembra proprio, siano costati carissimi negli ultimi anni. Lo ha detto il sottosegretario all'Economia, Pier Carlo Baretta, rispondendo ad un'interrogazione del deputato grillino Giuseppe L'Abbate.

Quindi, la parte variabile della tariffa va comunque conteggiata una sola volta, considerando l'intera superficie dell'utenza composta sia dalla parte abitativa che dalle pertinenze. Un computo che avrebbe fatto lievitare a dismisura il tributo, anche fino al doppio del dovuto. Ad esempio, chi ha casa, garage e cantina potrebbe essersi ritrovato a pagare la quota variabile non una ma tre volte.

Stando ai primi calcoli del Sole 24 Ore l'aggravio dei costi è enorme: per una famiglia di quattro persone che vivono in un appartamento da 100 metri quadrati con box e cantina, il calcolo corretto della Tari sarebbe di 391 euro all'anno, mentre quello illegittimo la gonfia fino a 673 euro. Ma le pertinenze non accrescono la quantità d'immondizia prodotta da una famiglia. L'errore è stato commesso, tra i tanti, dai Comuni di Milano, Genova, Ancona, Napoli, Catanzaro e Cagliari.

La tassa, infatti, comprende una quota fissa e una variabile. Molti Comuni, però, invece di considerare nel calcolo complessivo la parte variabile un un'unica volta - come sarebbe stato giusto fare, perché i componenti della famiglia evidentemente sono sempre gli stessi - l'avrebbero applicata più volte in base alle pertinenze dell'abitazione (garage, posti auto, cantine, soffitte).

La regola generale, chiarisce Baretta, si deduce da un regolamento (articolo 17, comma 4, del Prototipo di Regolamento per l'istituzione e l'applicazione della Tares) applicabile anche alla Tari con riferimento ai fruitori delle utenze domestiche. Se è residente, si considerano locali accessori all'appartamento stesso.

Intanto l'Associazione dei Consumatori, sul piede di guerra, ha lanciato la campagna SOS Tari per chiedere i rimborsi ai Comuni che avrebbero applicato la tassa con il calcolo maggiorato. Ci sono cinque anni di tempo dal versamento per presentare una domanda di rimborso, che il Comune dovrebbe effettuare entro 180 giorni dalla presentazione dell'istanza.



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