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Futuro Milan, la Uefa boccia la richiesta di voluntary agreement

Futuro Milan, la Uefa boccia la richiesta di voluntary agreement”

Come evidenzia La Gazzetta dello Sport, il no dell'Uefa al voluntary agreement è un brutto schiaffo anche sul piano dell'immagine.

Non ha convinto i dirigenti Uefa nemmeno il piano giustamente prudenziale presentato dall'ad Marco Fassone, compresa una esclusione dei rossoneri dalla prossima Champions League con relativi mancati introiti. E ora lo scenario per Li Yonghong e tutto il club rososnero si fa poco rassicurante. Dunque, molto probabilmente si dovrà percorrere la stessa strada già percorsa da Inter e Roma negli anni scorsi. Ma l'Uefa esaminerà il caso più avanti.

A tal proposito, ecco la risposta della società, che ha pubblicato una nota sul proprio sito web, acmilan.com: "Arrivano importanti segnali mediatici sul Voluntary Agreement, in attesa del pronunciamento ufficiale e definitivo dell'Uefa".

La Uefa ha bocciato il voluntary agreement proposto dalla dirigenza rossonera del presidente Li Yonghong. Il settlement agreement prevede delle sanzioni calmierate in termini, per esempio, di limitazioni alle rose e alle spese sul mercato e impone obiettivi di bilancio specifici.

Il Milan sarebbe stato il primo in Europa ad ottenere il regime di voluntary agreement, che consente di evitare sanzioni/limitazioni presentando un business plan pluriennale con l'impegno di rientrare nei parametri del Fair Play Finanziario. Non è questo l'unico piano in programma, sottolinea il club rossonero: "Il Milan ha sempre dichiarato d'essere pronto ad affrontare l'altra faccia della medaglia, il Settlement Agreement".

"La proposta di Voluntary partita dalla società rossonera", si legge ancora, "era una novità assoluta in tal senso, non essendoci precedenti a livello politico-calcistico europeo. Il Milan a novembre si era impegnato a fondo per la redazione e la strutturazione del proprio piano".



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