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Pietro Grasso leader di Lista Unitaria Sinistre all'opposizione del Pd di Renzi

Pietro Grasso leader di Lista Unitaria Sinistre all'opposizione del Pd di Renzi”

Sul nuovo soggetto politico che sta per essere battezzato a Roma Bersani commenta: "Voglio credere che sia una formazione di sinistra plurale, orientata al governo" ma sulla base di una piattaforma "a cominciare, ad esempio, dal tema del lavoro".

Il Pd è il partito che sembra destinato a dover pagare il conto più salato. E poi aggiunge: "Immaginiamo un'Italia vivaio che rimane viva, che fa crescere nazionali di calciatori ma anche di scienziati e insegnanti, perché non ci sono solo le lacrime di Buffon, siamo troppi i mondiali ai quali non ci siamo qualificati". Grasso è la figura di riferimento della nuova formazione politica.

E' questo lo scenario che si prospetta per alcuni osservatori politici in nome della continuità di un impianto di governo politico-economico-finanziario ben consolidato dalle logiche della globalità e del liberismo creativo dove il profitto la fa da padrone al prezzo della cinica violazione dei diritti delle classi sociali meno abbienti. Come potrà un candidato del genere appassionare le periferie, che si sentono sempre più tagliate fuori e che ribollono di rabbia e di fascismo? Ma è soprattutto la mobilitazione della Cgil - il sindacato di sinistra per antonomasia, quello che, pur con un leader come Di Vittorio, dovette piegarsi alle scelte filorusse di Togliatti sull'invasione e la strage in Ungheria nel 1956 - che lascia esterrefatti.

Il presidente del Senato, Pietro Grasso, a chiusura dell'assemblea unitaria della sinistra, cita per la prima volta il nome del nuovo soggetto: "Liberi e uguali". Alle "prossime e diversificate competizioni elettorali - scrive - ci si potrebbe trovare davanti a due liste o loghi, anche uno di seguito all'altro, dove l'elettore leggerà e deciderà tra "Uguali e Partecipi" e "Liberi e Uguali".

Insomma, adesso Grasso è un vigilato speciale nel suo ruolo di seconda carica dello Stato: del resto il suo passo è un unicum assoluto nella storia della Repubblica che non trova paragoni neanche in Giovanni Spadolini che, eletto presidente del Senato, nel 1987 si dimise dalla carica di segretario del Pri. Perché la sua intenzione è dare alla nuova "cosa rossa" in formazione una coloritura più variegata proprio per non restringersi in una ridotta di sinistra sulla scia della Linke tedesca nata da una scissione dalla Spd. L'impressione è che questa grande adunata dell'Eur sia un fatto quasi emergenziale e una manovra per liquidare l'attuale impasse della sinistra. Quella liberale, quella democratica, ma anche quella socialista. Se è vero, infatti, che in provincia di Avellino la cifra elettorale di Mpd, Sinistra Italiana e Possibile sembra tendere più al range minimo che a quello medio della suddetta "cinquina", è altrettanto vero che nei due collegi Camera e nell'unico Collegio Senato la presenza di "Liberi e Uguali" può sottrarre al Pd la percentuale di consensi sufficiente a far vincere i Cinque Stelle o il centrodestra. Questo basterebbe già alla squadra di Grasso, Bersani e D'Alema. Sull'eventualità di questo rischio, forse, può stare tranquillo.



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