Salute

Aborto. Aumentano sempre di più i ginecologi obiettori

Aborto. Aumentano sempre di più i ginecologi obiettori”

Il numero di aborti eseguiti riferito dalle Regioni è stato di 84˙926, in calo del 3.1% rispetto al 2015, anno in cui fu registrato un -9.3%. Dato più che dimezzato rispetto ai 234˙801 del 1982, anno in cui fu riscontrato il valore più alto in Italia. Per quanto riguarda l'aborto farmacologico con la pillola RU486, rappresenta il 15,7% del totale contro il 15,2% dell'anno scorso.

"I dati sull'utilizzo della pillola dei cinque giorni dopo raccolti recentemente da Federfarma - scrive il rappresentante di Area popolare - destano scalpore per le dimensioni assunte dal fenomeno: le vendite nel 2016 sono cresciute del 96% in dieci mesi e rispetto al 2014 sono aumentate di quindici volte". "Se realmente così fosse, la Ministra dovrebbe trarre le ovvie conseguenze, eliminando l'obbligo di prescrizione per le minorenni, e permettendo la distribuzione gratuita nei consultori e nei poliambulatori". "Ritengo gravissimo che di fronte ad una media nazionale del 60% di punti Ivg nelle strutture pubbliche censite, quella campana sia pari al 30%, meno della metà della media nazionale".

Resta stabile anche la percentuale della scelta dell'obiezione di coscienza da parte dei medici: dal 70,9 nel 2015 al 71% del 2016. Valore identico a quello del 2015, ma in diminuzione rispetto agli anni precedenti, con livelli più elevati nell'Italia centrale. Interessante notare come il dato sia inferiore rispetto agli altri Paesi dell'Europa Occidentale, soprattutto tra le 15enni e le 16enni. Dalle informazioni fornite dalle Regioni emerge che le giovanissime, tra i 15 e i 20 anni, delle generazioni più recenti mostrano un andamento diverso rispetto a quello di altre fasce d'età: negli ultimi anni è stato registrato un aumento, seguito da una stabilizzazione e poi da una diminuzione. Al tempo stesso in questa fascia di età risulta una minore diffusione della contraccezione ormonale, rispetto ad altri Paesi europei dove si fa un uso nettamente maggiore della pillola, pur restando più alto il tasso di abortività. Presentata nei giorni scorsi, la relazione individua una riduzione del 3,1% del numero complessivo di interruzioni volontarie di gravidanza rispetto all'anno precedente.

La concreta attuazione in Puglia della legge sull'interruzione volontaria della gravidanza, la 194 del 1978, torna protagonista in Consiglio regionale con la proposta di legge in materia del consigliere Cosimo Borraccino (Sinistra Italiana) che è stata oggi nuovamente bocciata dalla commissione Sanità.

Gli aborti sono in diminuzione anche per le donne straniere residenti nel nostro Paese. Ciò potrebbe essere spiegato col fatto che sono in aumento per le giovanissime il numero di partner, che si ridimensiona con l'età e all'inizio sempre più precoce dei rapporti sessuali. Un dato destinato a incidere sulla rilevazione del tasso di abortività.



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