Finanza

Apple per obsolescenza programmata indagata in Francia

Apple per obsolescenza programmata indagata in Francia”

C'è da dire che l'obsolescenza programmata, quale strategia per decidere in anticipo il ciclo di vita di un prodotto così da velocizzarne la sostituzione, non è semplice da verificare.

La giustizia francese ha aperto un'inchiesta contro Apple per "truffa" e "obsolescenza programmata".

Non è servito nemmeno il mea culpa e la possibilità data a tutti (non solo ai possessori di un iPhone vecchio) di cambiare la batteria per soli 29 euro invece dei soliti 89, adesso si parla chiaramente di obsolescenza programmata.

In pratica si accusa Apple di aver programmato i suoi cellulari in modo che diventino obsoleti dopo un certo periodo, quando sul mercato ha lanciato quelli più moderni e dotati di tecnologie migliori.

Dello scorso anno è la release per iPhone 6, iPhone 6s e iPhone SE, che riduce i picchi istantanei ai casi strettamente necessari per prevenire il problema dello spegnimento. La Procura di Nanterre (a nord-ovest di Parigi), affidando l'inchiesta alla Direzione generale repressione frodi del Ministero dell'economia, ha puntato gli occhi anche su quattro multinazionali produttrici di stampanti, Epson, Brother, Canon e HP, accusate di far pagare salato ai consumatori l'inchiostro nelle cartucce: un litro d'inchiostro costa 2.062 euro, il doppio di un litro di profumo Chanel n.5, cento volte di più di una bottiglia di Bordeaux e quasi 2mila volte un litro di benzina senza piombo.

Secondo la denuncia presentata dall'associazione dei consumatori Halte l'Obsolescence Program (stop all'obsolescenza programmata), Apple avrebbe intenzionalmente deciso di rallentare gli iPhone per spingere gli utenti ad acquistare il nuovo modello.

Tutto prende il via lo scorso dicembre, quando l'associazione "Alt all'obsolescenza programmata" (HOP), ispirandosi alla legge del primo luglio 2016, che prende il nome dall'ex ministro socialista Benoit Hamon e che istituisce proprio il reato di obsolescenza programmata, ha presentato una denuncia in cui si puntava il dito contro la Mela Morsicata, accusandola, appunto, di ridurre volontariamente le prestazioni e la durata dei suoi smartphone attraverso il suo sistema di aggiornamenti.

La legge francese nota come legge Hamon stabilisce che qualunque azienda che accorci deliberatamente la durata dei propri prodotti possa essere multata con un'ammenda fino al 5% delle proprie vendite annuali mentre i dirigenti rischiano fino a due anni di carcere.



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