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Caso scontrini, condannato in appello Ignazio Marino: 2 anni

Caso scontrini, condannato in appello Ignazio Marino: 2 anni”

I giudici di piazzale Clodio hanno quindi ribaltato la sentenza di primo grado che aveva assolto Marino dalle accuse di falso e peculato. Secondo l'accusa, Marino avrebbe pagato cene per tredicimila euro, utilizzando la carta di credito del comune, ad amici e parenti. Nella stessa occasione è stato disposto anche il risarcimento, da liquidarsi in separata sede, a favore di Roma Capitale (l'ente che nel 2010 ha sostituito il Comune di Roma) costituitasi parte civile nel procedimento. Lo ha detto l'avvocato Enzo Musco, difensore dell'ex sindaco di Roma, Ignazio Marino, al termine dell'arringa difensiva nel processo d'appello per la vicenda degli scontrini. Ignazio Marino condannato a due anni di carcere Roma.

La Procura generale chiedeva per il chirurgo la condanna a due anni e mezzo per il caso delle cene pagate con la carta di credito del Campidoglio e l'assoluzione dall'accusa di truffa per la vicenda della onlus.

Nella requisitoria la procura aveva sottolineato "26 delle 54 cene avvennero in giorni festivi o prefestivi, questa circostanza porta a considerare che si trattò di incontri avvenuti in tempi liberi da impegni istituzionali". In pratica - commenta Marino - i giudici sostengono che in 28 mesi di attività, il sindaco non abbia mai organizzato cene di rappresentanza ma solo incontri privati.

L'ex sindaco della capitale è stato invece assolto per il reato di truffa riguardante i presunti pagamenti irregolari a un dipendente della sua Onlus Imagine. Così l'ex sindaco Pd di Roma Ignazio Marino.

Accompagnato dai suoi legali, Marino non ha risposto ai cronisti che gli chiedevano una dichiarazione, lasciando gli uffici del tribunale capitolino scuro in volto. La corte ha fatto cadere alcune contestazioni dopo la presentazione di documenti.

"La corte di Appello di Roma oggi condanna l'intera attività di rappresentanza del sindaco della Città Eterna".

Ribaltata in appello la sentenza di assoluzione dell'ex sindaco Ignazio Marino per lo scandalo "scontrino gate", costatogli il posto in Campidoglio e il rinvio a giudizio per falso e peculato. Non posso non pensare che si tratti di una sentenza dal sapore politico proprio nel momento in cui si avvicinano due importanti scadenze elettorali per il Paese e per la Regione Lazio.

"Sono amareggiato- conclude- anche se tranquillo con la mia coscienza perché so di non aver mai speso un euro pubblico per fini privati".



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