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Cile, proteste prima dell'arrivo del Papa Occupata la sede della nunziatura apostolica

Cile, proteste prima dell'arrivo del Papa Occupata la sede della nunziatura apostolica”

I vescovi sottolineano il singolare privilegio di avere il Papa come connazionale ed auspicano che il Pontefice "sia apprezzato ed ascoltato come lui merita", ricordando che il Santo Padre si esprime in gesti e parole di padre e pastore e attraverso i portavoce formalmente indicati da lui e che "nessuno ha parlato né può parlare a nome del Papa".

"La Messa di invio che celebreremo per i volontari di Santiago - continua a spiegare il vicedirettore - è la prova vivente della gioia e della speranza che si respira in Cile durante questi giorni precedenti la visita". In una di queste chiese è stato recuperato un volantino di minacce contro il Pontefice: "Le prossime bombe saranno contro la tua sottana". A Iquique si terrà lo stesso giorno, sabato 12 gennaio, mentre a Temuco lunedì 15 gennaio. Gli attacchi, ad opera di sconosciuti, sono avvenuti alle prime ore del mattino.

Bachelet ha poi sottolineato che, a tre giorni dall'arrivo di Papa Francesco nel Paese, il governo ha fatto tutto quanto in suo potere per aiutare nella pianificazione e nell'organizzazione del viaggio apostolico. Le declassa a "proteste violente": "Lanciano bottiglie incendiarie o panni imbevuti di benzina per appiccare il fuoco. Perché lo fanno? Per attirare l'attenzione".

E in mattinata, un gruppo di manifestanti, capeggiati da Roxana Miranda, ex candidata presidenziale, ha occupato la sede della nunziatura apostolica di Santiago per protestare contro la visita del Papa. Mezz'ora dopo, un nuovo messaggio ha informato che i manifestanti sono ora detenuti in un ufficio dei carabinieri cileni nel quartiere di Providencia: il loro slogan, "i soldi del fisco se li porta via Francisco". Urlando "Qui il problema non è la fede, ma piuttosto i milioni che si stanno spendendo" ha infiammato ancora di più la piazza.

Vigilia tesa per la visita del Papa in Cile. "Con umiltà e serenità chiediamo a quanti hanno realizzato questi atti - che sappiamo non rappresentare assolutamente il sentimento della grandissima maggioranza della popolazione - di riflettere sulla necessità che esistano rispetto e tolleranza tra tutti, per costruire una patria di fratelli". Il vandalismo e la violenza devono essere sradicati.



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