Finanza

De Benedetti parlò con Renzi del decreto sulle banche? E' polemica

De Benedetti parlò con Renzi del decreto sulle banche? E' polemica”

'Lo chieda a De Benedetti visto che è il suo editore. "Se vuole glielo faccio studiare, uno di quelli che potrebbe avere maggiore impatto e poi però bisognerebbe coprirlo con qualcosa". È il Corriere della Sera, con Fiorenza Sarzanini, a sparare la nuova bomba-banche: nel gennaio 2015, 4 giorni prima del decreto del governo sulle Popolari (20 gennaio 2015), l'allora premier Renzi avrebbe rassicurato il patron di Repubblica che il provvedimento sulle banche sarebbe passato. La registrazione della telefonata - rimasta finora segreta - è allegata al fascicolo che la Procura di Roma ha trasmesso alla Commissione parlamentare banche. La clamorosa circostanza è contenuta nella richiesta di archiviazione della Procura di Roma nei confronti di Bolengo, amministratore delegato di Intermonte Spa, indagato per ostacolo alla vigilanza, e consegnata alla Commissione parlamentare d'inchiesta sulle banche. Nella settimana precedente il decreto - osserva il Fatto - "i titoli di alcune popolari già quotate hanno strani rialzi (Etruria sale del 65%)".

Carlo De Benedetti investì cinque milioni di euro in Borsa con Romed spa guadagnando 600 mila euro prima del decreto del governo sulle Popolari. E di conseguenza De Benedetti avrebbe dato mandato di comprare azioni delle popolari, "esclusa Popolare Vicenza", per guadagnarci su. "Nel corso di una riunione 'apicale' tenuta l'8 gennaio 2015 - a cui partecipavano, tra gli altri, Renzi, Padoan (il ministro dell'Economia, ndr), Visco (il governatore, ndr) e (...) anche il vicedirettore di Bankitalia Fabio Panetta - fu deciso che l'intervento per eliminare il sistema di voto 'capitario' per le banche popolari sarebbe stato effettuato non mediante un disegno di legge (...), bensì con lo strumento, inatteso e inusuale in tale ambito, del decreto legge; si decise altresì che il decreto sarebbe stato varato nel Consiglio dei ministri del 20 gennaio".

In relazione al fatto i magistrati avevano chiesto di archiviare l'inchiesta perché ai pubblici ministeri Renzi e Carlo De Benedetti avevano detto di "non essere entrati nel merito del testo poi approvato a Palazzo Chigi". La Finanza acquisisce le registrazioni delle chiamate che gli intermediari finanziari sono obbligati a conservare per legge.

DB: Togliendo la Popolare di Vicenza.

DB: Quindi volevo capire una cosa...

De Benedetti chiama Bolengo il 16 gennaio 2015. I due confermano di essersi sentiti in quei giorni ma "negano di essersi scambiati informazioni privilegiate". Il procuratore Giuseppe Pignatone e il sostituto Stefano Pesci chiesero l'archiviazione ritenendo che "non sia stato commesso insider trading perché nella telefonata "De Benedetti si limita ad affermare di aver appreso di un 'intervento'".E poi "l'intervento sarebbe stato realizzato in tempi brevi, ma non necessariamente brevissimi e comunque non determinanti".



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