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Elezioni. Agcom: "Par condicio giornalisti nei talk show tv private"

Elezioni. Agcom:

Il garante parla di "bilanciamento", ma per molti addetti ai lavori si sconfina nella follia. Mentana, direttore del Tg de La 7, oggi sul Corriere della sera non risparmia critiche al regolamento Agcom che a suo avviso interviene con "l'accetta", proponendo un criterio impossibile da applicare.

Tuttavia, su questo punto, il presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Roberto Fico, precisa che il contraddittorio tra giornalisti e opinionisti con posizioni politiche differenti, in Rai, non va garantito nei talk show politici ma in "quelle trasmissioni che durante il regime di par condicio non sono ricondotte sotto la responsabilità di una testata giornalistica e quindi non possono ospitare politici nè trattare temi elettorali". Ok, ma di che tipo? Un dalemiano? Uno di centrodestra?

Su Democratica, il sito di informazione del Partito Democratico, ci sono le opinioni contrarie all'articolo 7 di altri direttori e giornalisti, da Antonio Di Bella a David Parenzo, da Alessandra Sardoni a Paolo Del Debbio. "Qui mi pare che si voglia a tutti i costi fare una norma Sallusti-Travaglio". Esistono talk e trasmissioni sbilanciate, ma, sottolinea Mentana, "l'elettore, il pubblico non è bue". Il Comitato svolge infatti funzioni consultive, di vigilanza e di controllo in merito al rispetto delle disposizioni previste dalla legge sulla Par condicio, dal Codice di Autoregolamentazione delle emittenti radiotelevisive private locali e dalle disposizioni contenute negli specifici provvedimenti che l'Agcom e la Commissione parlamentare di vigilanza adottano in occasione della consultazione elettorale. E poi una raccomandazione che viene da un consiglio, quello dell'Agcom, dove sono tutti maschi, la restituisco al mittente.



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