Intrattenimento

Frances McDormand madre coraggiosa

Frances McDormand madre coraggiosa”

Mildred, donna forte e risoluta, sceglie di prendere in affitto 3 cartelloni pubblicitari che si affacciano sulla solitaria statale della cittadina e di decorarli con tre domande dirette allo sceriffo di Ebbing, Bill Willoughby (Woody Harrelson). La forza del film, oltre alla bravura della sua protagonista, è la cura con cui ogni personaggio anche il più piccolo, dal giovane impiegato della concessionaria pubblicitaria dei cartelloni (Caleb Landry Jones) alla bellissima e amorosa moglie dello sceriffo (Abbie Cornish), è stato scritto. Il cielo quasi perennemente cenerino del Missouri echeggia sopra le teste di una popolazione che non hai mai veramente completato il percorso dallo schiavismo ai diritti civili moderni.

Le musiche originali di Carter Burwell sono meravigliose, Woody Harrelson è straordinario e Sam Rockwell e Frances McDormand sono semplicemente giganteschi.

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. I dialoghi sono sempre secchi, espliciti, non badano al buonismo retorico, né all'educazione gratuita, ma rispecchiano il dolore e la rabbia di una madre che fa dell'ironia colorita il suo cavallo di battaglia; si specchia in un popolo rozzo, campagnolo, abituato a parlare senza mezzi termini, senza troppi giri di parole.

Un film politico perché c'è una donna protagonista. E McDonagh suggerisce questo attraverso dei personaggi (almeno tre, a cui se ne aggiungerei personalmente un altro paio) eccezionali, tra l'altro interpretati da attori eccezionali.

La star indiscussa della storia è Frances McDormand, che ha vinto nella categoria di miglior attrice protagonista.

Dietro alla risata trasale qualcosa di marcio, si mettono a nudo questioni che sembrano non avere mai fine, nemmeno nell'epoca della modernità, dello sviluppo tecnologico, della civiltà, della democrazia. Quella rappresentata dal film costituisce dunque una comunità chiusa, indisponibile a tollerare la pubblicità e l'attenzione che l'iniziativa di Mildre provocano; i primi a esserne infastiditi, in quanto colpiti nella loro stessa professione, sono i personaggi di Willoughby e Dixon, sceriffo e vicesceriffo di Ebbing, che vedono le loro capacità investigative e il loro ruolo - e con essi l'autorità che ne consegue - messi a repentaglio dalle scritte campeggianti sui manifesti che dichiarano l'incapacità e il sostanziale disinteresse nella soluzione del caso. Quasi impossibile, come del resto qualcuno che sappia interpretarli. Che si risolva o meno, in fondo, è poco importante.

Questo è un mondo violento e malato - malato e violento, un posto dove l'odio alimenta l'odio, la rabbia alimenta la rabbia, e dove l'indifferenza è forse la cosa più agghiacciante! Partire da soli per un viaggio verso l'ignoto è un gesto disperato. Tuttavia, il film di Martin McDonagh risulta apprezzabile anche da parte chi non è un estimatore dei registi americani, a patto di accettarne la mescolanza di toni, spesso opposti, che lo caratterizza, e una certa leggerezza nel risolvere le situazioni più complesse. Viviamo costantemente nel male, un male che brulica e nasce senza motivo, diventa virale, cresce, ed estirparlo necessita di un miracolo o di una magia. Partendo insieme a qualcun altro è più probabile che si arrivi da qualche parte.



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