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I ricordi di quella tragica notte, 6 anni dopo

I ricordi di quella tragica notte, 6 anni dopo”

A Rebibbia Schettino è arrivato da condannato in via definitiva a 57 anni: il ricordo del "guascone" in total white a una festa a Ischia, mentre l'isola del Giglio doveva fare i conti con le difficili operazioni di rimozione della Concordia che hanno tenuto con il fiato sospeso tutto il mondo, o quello del comandante che fu invitato a tenere una lezione all'università sulla gestione del panico, o quello che ha scritto il libro-verità sul naufragio insieme alla giornalista Vittoriana Abbate pare non esistere più. Una messa per ricordare le vittime, una corona di fiori in mare e una fiaccolata fino al molo rosso, a quella targa con incisi i nomi delle 32 persone che persero la vita nel naufragio della Costa Concordia.

C'era anche il capo della polizia Franco Gabrielli, all'epoca a capo del Dipartimento nazionale di Protezione Civile. "Sono trascorsi sei lunghissimi anni e l'isola ha mantenuto la sua immutata identità". L'impatto fortissimo provocò una falla di circa 70 metri sul lato sinistro dello scafo.

E' in quel momento che la nave si arena sullo scalino roccioso del basso fondale di Punta Gabbianara, a nord di Giglio Porto. A bordo della nave c'erano 3.216 passeggeri e 1.013 membri dell'equipaggio. Tutti sull'isola si prodigarono per prestare assistenza ai naufraghi bagnati e infreddoliti. Ma si sarebbe salvato, il musicista di Alberobello a bordo della Costa Concordia. Cosa che non avvenne.

Concordia, la lettura della sentenza: Schettino condannato in appello a 16 anni L'ex comandante della Costa Concordia Francesco Schettino è stato condannato a 16 anni in appello. Ma non è sfuggito alla giustizia. Divenne meta di curiosi, ma deturpò il paesaggio di una delle perle dell'arcipelago toscano.

Venti mesi dopo - a settembre del 2013 - la nave fu raddrizzata, un'impresa unica per la stazza dell'imbarcazione, e dopo altri dieci mesi, a luglio del 2014, il relitto lasciò l'isola per Genova, dove è stata smantellata.

Lontano dall'isola, tranne i pochi sopralluoghi ai quali ha partecipato con i suoi avvocati durante le prime fasi d'indagine della Procura di Grosseto, Schettino c'è sempre stato.

Subito dopo l'urto, l'allora 51enne Schettino, sostiene di aver deciso di invertire la rotta per ruotarla e farla arenare sul basso fondale, facendola incagliare sulla scogliera davanti Punta Gabbianara. L'intervento, infatti, completato al 75%, è stato interrotto nei primi giorni del dicembre scorso per un contenzioso economico tra Costa Crociere, cui spetta l'onere, e l'azienda incaricata, la ditta Micoperi.

Tempi più brevi, invece, sono previsti per i risarcimenti. Ultimi dettagli per apporre il sigillo finale, almeno dal punto di vista giudiziario, alla vicenda del naufragio della sera del 13 gennaio 2012.



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