Salute

Influenza, in Sicilia non è ancora picco

Influenza, in Sicilia non è ancora picco”

Il 2017 si è chiuso con un brusco aumento del numero di casi d'influenza in tutte le classi di età. Ma gli esperti segnalano anche un brusco aumento negli anziani, in cui l'incidenza è pari a 6,3 casi per mille assistiti.

Secondo l'Osservatorio epidemiologico regionale, che ha fornito i dati, il picco della malattia arriverà probabilmente la prossima settimana. E' il quadro dell'emergenza in atto tracciato dal presidente della Società italiana di medicina di emergenza urgenza (Simeu), Francesco Rocco Pugliese.

"La vaccinazione - ha dichiarato il virologo Fabrizio Pregliasco, ricercatore dell'Università di Milano e Direttore sanitario IRCCS Galeazzi - costituisce un salvavita per le categorie più fragili come bambini, over 65 e malati cronici".

C'è poi un vasto numero di falsi allarmi, persone con sintomi simil-influenzali che in realtà hanno solo preso freddo o contratto una normale gastroenterite: i ricoveri sono stati 341, pari ad appena il 17% degli accessi: motivo di allarme per gli Ospedali che, pur disponendo di qualche letto in più come pianificato per il periodo, rinnovano l'appello a recarsi in pronto soccorso solo quando strettamente necessario. Tra questi soprattutto anziani e bambini. Un ulteriore problema riguarda le barelle delle ambulanze: "In molti casi, specie nelle città, il paziente vi permane per mancanza di spazio al Ps e dunque - sottolinea Pugliese - l'ambulanza non può ripartire". E il 90% dei decessi - ricordano - si registra fra gli anziani, questi spesso preceduti da complicanze che ne determinano l'ospedalizzazione.

Come ampiamente previsto, l'influenza sta flagellando Italia ed Europa.

Nello specifico, l'influenza australiana preoccupa così tanto che il vescovo della diocesi nordirlandese di Down e Connor ha scelto di abolire lo scambio della pace durante le celebrazioni, per evitare che si possa diffondere ulteriormente il ceppo influenzale che di recente ha raggiunto anche la Gran Bretagna. Gli anziani, anche se in buona salute, hanno una ridotta capacità di risposta ed è quindi importante scegliere per loro un vaccino in grado di potenziare la risposta immunitaria - ha affermato Pregliasco -. Tutto ciò è stato confermato dalla ricerca scientifica, infatti il vaccino adiuvato viene utilizzato in circa 30 paesi, inclusi gli Stati Uniti. "Attualmente, oltre i primi casi di influenza conclamata - precisa Pregliasco - stiamo assistendo, principalmente, alla circolazione di forme parainfluenzali legate agli sbalzi termici, causate da uno dei 262 virus diversi che hanno sintomi meno pesanti dell'influenza stagionale, ma che sono ugualmente debilitanti". In generale, sono quasi 7 milioni i pazienti visitati negli ultimi tre giorni negli studi dei medici di famiglia italiani e quasi 3 milioni hanno lamentato sintomi influenzali. Questi sintomi perdurano per diversi giorni e, nei soggetti più deboli, possono insorgere gravi complicanze, purtroppo a volte dall'esito addirittura fatale. Per tutte le altre patologie circolanti si parla di sindromi parainfluenzali, "ugualmente fastidiose - conclude - ma non pericolose come può essere l'influenza per alcune categorie".



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