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Maroni si difende: "Salvini sapeva, ne abbiamo parlato con Berlusconi"

Maroni si difende:

Ha insistito: "Confermo che non mi ricandiderò: è una decisione che ho preso in piena autonomia, una decisione personale, condivisa tempo fa con Salvini e Berlusconi". "Io sono una persona leale. Questo significa occuparsi solo di marketing e poco di futuro".

"Sono assolutamente e intimamente convinto di poter vincere le elezioni, d'altro canto i sondaggi, che ci danno in crescita costante, confermano questa mia convinzione". Lo ha dichiarato il governatore uscente della Lombardia, Roberto Maroni, in un'intervista al Foglio, dicendosi "dispiaciuto" delle dichiarazioni "sprezzanti e sorprendenti" rilasciate dal segretario della Lega. O quello del presidente emerito Giorgio Napolitano, che ha ricordato gli esordi di Maroni alla Camera quando lui era vicepresidente.

"Consiglierei a Salvini di ricordare che fine ha fatto Stalin e che Lenin definiva l'estremismo la malattia infantile del comunismo", ha aggiunto Maroni. "Che potevo fare? Le scelte di carattere personale vanno rispettate e non discusse". "Ora Salvini sta facendo la stessa cosa con Maroni, tipo Bruto con Giulio Cesare". "La politica non è solo marketing". In tanti - ha concluso - si affannano a dire che io non sarò ministro, ma chi è che vuole fare il ministro?

Il segretario del Carroccio, però, non molla e chiede il rispetto degli accordi: la Regione Lombardia alla Lega e il Lazio a Forza Italia, dove il candidato di centrodestra contro Zingaretti dovrebbe essere l'ex missino Gasparri, mentre in Lombardia una parte degli azzurri vorrebbe puntare sulla bresciana Gelmini. Il timore è che Fontana non sia un nome sufficientemente forte per blindare la vittoria in Regione, aprendo la strada a un clamoroso colpo di coda di Gori e del Pd: "Con la Lombardia - ripete il Cav - ci giochiamo non solo la prima Regione d'Italia, ma anche le possibilità di successo alle Politiche".



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