Esteri

Spaccio e sfruttamento della prostituzione, arresti

Questa notte i militari hanno eseguito alcune misure cautelari emesse dal Gip del Tribunale, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di sette persone.

Tali misure sono state eseguite con la collaborazioni di Reparti speciali dell'Arma nonché dei Comandi provinciali limitrofi. Scatta l'indagine che porta subito all'individuazione di due soggetti coinvolti, fra cui il macedone, che gravita tra il viterbese, l'Umbria e la confinante Toscana, riferimenti per lo spaccio.

Alcuni degli indagati frequentavano locali notturni e ciò ha dato la possibilità agli inquirenti di far luce su un'organizzazione dedita allo sfruttamento della prostituzione. Si tratta di contratti di lavoro di breve durata, in quanto le donne, all'interno del locale, si alternano frequentemente. Le ospitavano anche in appartamenti di loro proprietà nel centro storico e si avvalevano della collaborazione di un viterbese che si occupava di prelevare le donne alla stazione ferroviaria al loro arrivo a Viterbo, di accompagnarle negli appartamenti e portarle ogni sera sul posto di lavoro. Secondo l'accusa, gli indagati - a vario titolo - sarebbero responsabili dei reati di spaccio di sostanze stupefacenti e di sfruttamento della prostituzione. Ma soprattutto in parte vengono pagata per prestazioni sessuali, che avvengono nel locale o al di fuori. Fra gli arrestati ci sono anche un trentanovenne operaio di Orvieto e un altro operaio di 38 anni di origine macedone residente a Montecchio. Poi con l'aiuto dei gestori del locale, temendo che la donna denunciasse l'accaduto, l'hanno costretta a lasciare Viterbo senza neppure ricorrere alle necessarie cure mediche.

- A.E. di anni 39, russa, residente a Montefiascone.



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