Salute

Trapianto di feci per combattere le infezioni: ecco come

Trapianto di feci per combattere le infezioni: ecco come”

Il trapianto interessa proprio il materiale fecale, e se prende piega nel modo giusto, andrà a salvare la vita alle persone che vengono attaccate da alcuni batteri immuni ai classici medicinali.

In particolare, i riscontri più significativi si sono avuti su coloro che sono affetti da "Klebsiella Pneumoniae Carbapenemasi-produttrice", un'infezione batterica non curabile con i farmaci. Grecia, Portogallo e Italia sono tra è i Paesi più colpiti da questo tipo d'infezione.

"Lo studio nasce dall'osservazione del forte aumento di infezioni multi-resistenti causate dal batterio KPC sul territorio e ha un alto tasso di mortalità in pazienti immunodepressi".

"La tecnica del trapianto fecale rappresenta un'interessante opportunità per tentare di ridurre il grave problema delle infezioni ospedaliere".

Il trapianto fecale inoltre ha prodotto risultati molto positivi anche per quanto riguarda l'eradicazione del Clostridium Difficile. Per questo abbiamo pensato di provare ad applicarla anche nelle infezioni da KPC.

All'ospedale San Gerardo di Monza continuano le varie sperimentazioni della tecnica del trapianto di feci.

Il Trapianto di Microbiota Fecale (FMT), infonde una nuova sospensione di feci evacaute da un donatore sano. A distanza di 1, 3 e 6 mesi è stato eseguito un controllo: i dati preliminari, in circa la metà dei pazienti trattati, hanno mostrato una negativizzazione (già visibile dopo 7 giorni).

I benefici derivano dalla naturale eliminazione del batterio nocivo e dal contemporaneo ripristino della normale flora batterica.

Tuttavia, l'assenza di una regolamentazione appropriata e condivisa dalla comunità scientifica internazionale, ne impediscono la completa adozione nella pratica clinica. È quanto emerge dai lavori di una Consensus Conference Europea, pubblicati su Gut (la rivista ufficiale della British Society of Gastroenterology), a cui ha partecipato un pool di esperti europei, riunitisi recentemente a Roma in occasione del corso "Fecal Microbiota Transplantation Dissemination Project". Lo studio fornisce quindi una serie di raccomandazioni volte a facilitare l'inserimento di tale procedura terapeutica ancora non convenzionale nel governo clinico, ovvero a facilitare l'indispensabile assemblaggio di competenze specialistiche differenti (gastroenterologiche, microbiologiche, infettivologiche) al fine di costituire un team di esperti capace di erogare la prestazione.



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