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Ciclismo, Froome torna in gara: "Dimostrerò che non ho sbagliato"

Ciclismo, Froome torna in gara:

Chris Froome rompe il silenzio sul caso doping che lo riguarda. L'Unione ciclistica internazionale si appresta ad istruire il processo a suo carico e se dovesse risultare colpevole rischia fino a due anni di stop. Avrà il numero 11: al suo fianco, ci saranno lo spagnolo De La Cruz, l'irlandese Deignan, il tedesco Knees, l'olandese Poels, l'altro olandese Van Baarle e il nostro Salvatore Puccio.

Dopo le polemiche legate alla vicenda dei valori ematici alterati all'ultima Vuelta, emerso nello scorso dicembre, Chris Froome fa il suo esordio nella stagione 2018 alla Ruta del Sol. "Siamo nel bel mezzo di questo processo e voglio dimostrare che non ho fatto nulla di sbagliato". Le cose non andrebbero più velocemente se fossi seduto a casa. Stiamo cercando di velocizzare le cose e speriamo di ottenere dei risultati il prima possibile. Ho ricevuto tanta solidarietà, sono stati in molti a contattarmi. "Vorrei ringraziarli tutti per avermi dato il loro appoggio".

Secondo le diverse indiscrezioni che circolano, l'istruzione del processo dell'UCI nei confronti di Froome verrà svolto in tempi ristretti, tra la fine di questa settimana e l'inizio della prossima. Infatti, se da una parte è vero che in caso di vittorie (magari anche del Giro d'Italia) prima e squalifica poi, come successe a Contador nel 2012, le classifiche risulterebbero inevitabilmente falsate, dall'altra va anche detto che qualora Froome si fermasse per poi uscire dal caso con la fedina pulita, nessuno potrà mai restituirgli i giorni di gara e la possibilità di raggiungere gli obiettivi prefissati. Le controanalisi, già effettuate, ne avevano confermato la positività.



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