Salute

Potere al Popolo: "Nostro candidato picchiato da agenti di polizia"

Potere al Popolo:

Tony Della Pia - quarantotto anni, segretario di Rifondazione Comunista di Avellino e candidato di Potere al Popolo alle prossime elezioni - ha denunciato di essere rimasto vittima martedì di un pestaggio durante un controllo di polizia. I due, secondo quanto riferito da Potere al Popolo, "vengono fermati da quattro pattuglie della Polizia di Stato che, a loro dire, cercavano un furgone segnalato perché rubato". Quando gli agenti si fermano, Dalla Pia riesce a capire che un automobilista - che poi arriva sul luogo del "fermo" - ha segnalato al 112 di aver visto davanti a sé un Daily uguale a quello rubato da casa sua a maggio scorso.

Probabilmente la migliore dimostrazione della trasversalità della solidarietà a Tony Della Pia, finito ieri in ospedale a Mercato San Severino dopo un posto di blocco della Polizia, è il post facebook firmato da Sabino Morano.

Tutto è iniziato quando la polizia, che era sulle tracce di uno dei furgoni rubati nei giorni scorsi a un'azienda del Salernitano, si è imbattuta nel veicolo guidato da Della Pia, che lavora nel settore dell'edilizia.

Giungono le precisazioni della Questura, dopo le notizie pubblicate in merito all'intervento delle Volanti e alla presunta aggressione dei poliziotti nei confronti di Tony Della Pia, candidato del movimento Potere al Popolo. Il giovane aveva detto anche di essersi messo al seguito dello stesso veicolo. "All'interno oltre al conducente un'altra persona".

Della Pia, assistito dall'avvocato Cristian Iannone, ha sporto denuncia ai carabinieri. Gli agenti scesi dalle autovetture, invitavano più volte le due persone a scendere dal furgone per l'identificazione e controllo del mezzo. "Mentre il passeggero, dopo ripetuti inviti, liberamente è sceso, il conducente urlando, si è rifiutato, ostinandosi a non fornire documenti". "In questa fase l'uomo tentava con violenza di divincolarsi - la versione degli agenti - e solo grazie all'intervento di altri agenti lo stesso veniva definitivamente trattenuto, convincendosi pertanto ad assumere un atteggiamento collaborativo".

"Anche se ha sempre militato in posizioni politiche diametralmente opposte alle mie, conosco Della Pia da venti anni, come un uomo disinteressato ed appassionato del territorio nonché come persona dalla specchiata dirittura morale, credo che in qualche modo lo Stato dovrebbe chiedere scusa per quanto accaduto" conclude il leader di Primavera Irpinia. "Dell'attività è stata informata la competente Autorità Giudiziaria".



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