Salute

Retina artificiale impiantata per la prima volta in Italia

Retina artificiale impiantata per la prima volta in Italia”

Per la prima volta in Italia, infatti, è stato eseguito l'impianto di una protesi sottoretinica, una vera e propria retina artificiale, su una paziente cinquantenne non vedente.

Quello del San Raffaele è stato un intervento delicatissimo che ha necessitato di ampie competenze in chirurgia vitroretinica e oftalmoplastica. La paziente sta bene ed è stata dimessa dall'ospedale. Si dovrà attendere la graduale accensione del microchip prima di capire se e quanto la donna riuscirà a vedere, anche se le possibilità di riuscire quantomeno a distinguere luci e colori è molto alta. Si tratta di una vera e propria retina artificiale attualmente prodotta da un'azienda tedesca, Retina Implant, la quale da circa 15 anni lavora nel campo della ricerca e dello sviluppo di dispositivi che possano migliorare la qualità della vita a chi purtroppo può rischiare la cecità.

Il dispositivo è un microchip di 3 millimetri e 1.600 sensori destinato a persone che hanno perso la vista durante l'età adulta a causa di gravi malattie genetiche della retina. L'équipe, che ha lavorato al tavolo operatorio per quasi 11 ore, è stata diretta dal dottor Marco Codenotti, responsabile del servizio di Chirurgia vitreoretinica dell'Irccs, che ha collaborato, per la parte extraoculare, con il dottor Antonio Giordano Resti, responsabile del servizio di Chirurgia oftalmoplastica dello stesso ospedale. Alla base di questo intervento, la sostituzione dei fotorecettori della retina (le cellule specializzate che traducono la luce in segnali per il cervello) non più funzionanti con un microscopico apparato elettronico in grado di svolgere quella funzione di trasformazione della luce in stimolo elettrico. L'intervento è stato eseguito all'Ospedale San Raffaele di Milano e sembrerebbe piuttosto promettente, nonostante siano piuttosto elevati i fattori di rischio. Adesso ci aspettiamo una stimolazione retinica che gradualmente potrà portare la paziente a reimparare a vedere, muovendo i propri occhi'.

Il microchip è stato inserito al di sotto della retina, mentre il circuito di collegamento che lo unisce all'amplificatore del segnale elettrico è stato posizionato dietro all'orecchio, nella regione retroauricolare, sotto la pelle. Ogni passo è fondamentale e delicato, tanto che la riuscita dell'operazione può essere davvero compromessa da un momento all'altro.

"L'aver visto il microchip posizionato correttamente è stato per me una grandissima emozione, un sogno realizzato" - ha concluso.

Una donna di 50 anni torna a vedere, grazie al primo trapianto di retina artificiale d'Italia. "La donna aveva 25 anni quando ha perso completamente la vista", spiega ancora Codenotti. Verrà 'riattivato' il circuito nervoso che collega l'occhio al cervello.

Afferma l'ingegnere Elena Bottinelli, amministratore delegato dell'IRCCS Ospedale San Raffaele: "Questo intervento conferma la vocazione dell'Ospedale San Raffaele e di tutto il Gruppo ospedaliero San Donato di adottare sempre le soluzioni più innovative per i propri pazienti".



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