Salute

Scelto il nuovo volto del "bimbo Gerber", ha la sindrome di Down

Scelto il nuovo volto del

Il suo volto di spokesbaby dell'anno apparirà su tutti i canali sociali della Gerber, le pubblicità e le varie campagne.

Lucas ha vinto la gara tra 140.000 mini concorrenti: a mandare la sua foto, la mamma Cortney, che racconta di averlo fatto in un 'attimo fuggente d'ispirazione' dopo aver saputo della possibilità da altri genitori. Proprio come tutti coloro che lo hanno preceduto. Cosa ha di speciale Lucas? E' di un bambino con la sindrome di Down il volto che comparirà d'ora in poi sugli omogeneizzati e sui prodotti per l'infanzia Gerber, multinazionale americana del settore.

"Ogni anno scegliamo un bambino che possa rappresentare la lunga eredità Gerber - ha spiegato Billy Partika, presidente della compagnia - che vuole mostrare come ogni bambino sia un bambino Gerber". Lucas è il primo piccolo testimonial con sindrome di Down che la società abbia mai avuto nei suoi 91 anni di storia, una scelta che rende Lucas ed i bambini come lui degni di rappresentare la storica azienda.

Ai genitori vanno 50 mila dollari di premio, ma soprattutto - come hanno sottolineato mamma Cortney e papà Jason - una piattaforma per continuare a diffondere la conoscenza della sindrome di Down.

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La vittoria di Lucas trasmette un importante segnale di inclusione sociale verso tutti i bambini. Ma dovendo guardare a un mercato globale, anche negli anni scorsi si è dimostrata attenta alle "diversità": nell'album dei testimonial c'è un meraviglioso bebè afroamericano e un altro con tratti orientali.

Per un bambino con la Sindrome di Down si apre un nuovo capitolo: diventerà famoso e aprirà la strada per una maggiore consapevolezza sulle persone con questa sindrome, che innanzitutto sono persone.

Lo sviluppo fisico è in genere più lento rispetto ai coetanei, per esempio a causa del ridotto tono muscolare possono imparare a girarsi, sedersi e camminare un po' più avanti nel tempo; nonostante queste difficoltà i bimbi affetti possono imparare comunque a partecipare alle attività fisiche svolte con altri bambini. Negli ultimi decenni l'aspettativa di vita è aumentata significativamente, passando dai 25 anni del 1983 ai 60 e più attuali.



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