Salute

Vaccini, l'appello dei medici: "No alle strumentalizzazioni politiche"

Vaccini, l'appello dei medici:

Nessuna assalto al punto vaccini del Dipartimento di prevenzione, diretto da Giuseppe Ciarrocchi, che spiega: "Il grosso del lavoro è stato fatto all'apertura delle scuole, a settembre". Da qui, probabilmente - oltre che dalla rivendicazione della bontà dell'obbligo a tutela della salute - la spinta di medici e pediatri delle quattro sigle che chiedono di non attribuire colore politico alle vaccinazioni.

Dieci sono le vaccinazioni obbligatorie per i minori di età compresa tra zero e 16 anni: anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae tipo b, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella. La nostra analisi ha indicato che i benefici attraverso questi vaccini si accumulano principalmente nei settori di reddito più bassi.

"Non abbiamo avuto disagi, molte richieste di chiarimenti e una diffusa preoccupazione - prosegue Ciarrocchi - ma è stata finalmente l'occasione anche per chiarire e per fugare dubbi, senza vaccini siamo tutti a rischio, dobbiamo e possiamo debellare le malattie infettive e possiamo farlo con fiducia". "Il raggiungimento degli obiettivi di copertura prefissati a livello internazionale è cruciale per interrompere la diffusione degli agenti di malattie pericolose, che spesso provocano eventi epidemici (come avvenuto lo scorso anno con quasi 5.000 casi di morbillo notificati nel nostro Paese)".

Le modalità organizzative adottate a seguito delle linee guida ministeriali, sottolineano ancora i quattro rappresentanti del Board, prevedono che i bambini possano continuare a frequentare le strutture scolastiche se hanno una prenotazione presso l'ambulatorio vaccinale: il diritto all'istruzione, pertanto, "è salvaguardato", anche per i bambini da 0 a 5 anni.

Medici e pediatri tornano dunque a ribadire l'importanza delle vaccinazioni. Quanto ai timori per i rischi legati ai vaccini, i medici fanno notare che "il rischio di encefalite dopo vaccino contro il morbillo è uguale a quello 'base' di tutta la popolazione, quello di un bambino o adulto che contrae il morbillo è da 1.000 a 2.500 volte più alto".

Non vaccinare un figlio, avvertono, "mette in pericolo anzitutto il proprio figlio, e anche tutti i bambini più deboli, con malattie genetiche del sistema immunitario che non possono essere immunizzati per ragioni mediche".

"I vaccini affermano - i camici bianchi - sono uno strumento medico al servizio del bene della collettività, come lo sono gli antibiotici e i farmaci anti-tumorali". I responsabili politici dovrebbero essere informati circa il grande effetto di distribuzione economica e di salute che i vaccini potrebbero avere, e dovrebbero vedere le politiche di vaccinazione come canali potenzialmente importanti per il miglioramento della salute. "Riteniamo - conclude il comunicato - che si sia perso il senso della misura: si lasci alla scienza" stabilire indicazioni e misure da adottare "per incrementare e difendere il livello eccellente di salute che nel campo delle malattie".



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